Glossario

DAPP

Le “decentralized App” (dApp o dApps) sono software che svolgono determinate attività in svariati settori (gambling, messaggistica, storage, prediction market, e-commerce: non c’è veramente limite alle possibilità di utilizzo) ma sono eseguite su una rete P2P anziché da una entità centralizzata, consentendo al software di funzionare su Internet senza essere controllato da una singola entità. Sono la principale innovazione della piattaforma Ethereum e, essendo basate sulla tecnologia blockchain, i servizi e le attività da esse erogati godono delle caratteristiche di immutabilità, finalità delle transazioni, privacy, sicurezza.

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DDoS ATTACK

Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) sono un tipo di attacco DOS in cui più sistemi compromessi, che sono spesso infettati da un Trojan, vengono utilizzati per colpire un singolo sistema causando un attacco Denial of Service (DoS). Le vittime di un attacco DDoS sono costituite sia dal sistema di destinazione finale che da tutti i sistemi utilizzati maliziosamente e controllati dall’hacker nell’attacco distribuito.

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DeFi

De-Fi è un’abbreviazione della parola: Decentralized Finance Questo termine è diventato d’uso comune nel mondo della blockchain grazie a Maker Dao, progetto basato su Ethereum che ha visto nascere DAI, la prima “stablecoin” matematica. Non essendoci un ente centralizzato a garantirne il valore, bensì un complesso sistema di contratti intelligenti e funzioni in cui la coin ETH ne fa da collaterale, è nato un movimento che si ispira alla finanza tradizionale offrendo servizi più o meno decentralizzati.  Nuove piattaforme e progetti hanno reso il termine DeFi molto utilizzato nel mondo delle criptovalute, alcuni credono sia un vero e proprio “game changer”. Ne abbiamo parlato qui:

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Difficulty bomb

Con questo termine si definisce la crescente difficoltà di calcolo dell’algoritmo utilizzato per minare Ethereum. Più diventa complesso, più lenta sarà la produzione di nuove monete.

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DM (DIRECT MESSAGE)

Abbreviazione largamente utilizzata sui social per indicare un messaggio diretto ad un utente, senza quindi passare per il suo wall di post o per la chat principale. Noto anche come PM, Personal Message.

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DPOS – DELEGATED PROOF OF STAKE

L’algoritmo di consenso Delegated Proof of Stake (DPoS) è stato sviluppato da Daniel Larimer, nel 2014. Bitshares, Steem, Ark e Lisk sono alcuni dei progetti di criptovalute che fanno uso dell’algoritmo di consenso DPoS. In una blockchain basata su DPoS le parti interessate possono delegare il loro voto a terzi, scegliendo così alcune entità che proteggeranno la rete per loro conto (in EOS chiamati i Block Producers, in Tron i Super Representatives). I delegati sono responsabili del raggiungimento del consenso durante la generazione e la convalida di nuovi blocchi. Il potere di voto è proporzionale al numero di monete detenute da ciascun utente. Il sistema di voto varia da progetto a progetto, ma in generale ogni delegato presenta una proposta individuale quando chiede voti. Di solito, i premi raccolti dai delegati sono proporzionalmente condivisi con i rispettivi elettori. Pertanto, l’algoritmo DPoS crea un sistema di voto che dipende direttamente dalla reputazione dei delegati. Se un nodo eletto si comporta male o non funziona in modo efficiente, verrà rapidamente espulso e sostituito da un altro. Mentre PoS e DPoS sono simili nel senso della partecipazione “azionaria”, DPoS presenta un sistema di voto democratico, con il quale vengono eletti i produttori di blocchi. Poiché un sistema DPoS è gestito dagli elettori, i delegati sono motivati a essere onesti ed efficienti per essere eletti. Per quanto riguarda le prestazioni, le blockchain DPoS sono più scalabili, essendo in grado di elaborare più transazioni al secondo (TPS) rispetto a PoW e PoS, perchè la rete è sostanzialmente governata da poche entità che hanno macchine ultra-performanti. Da qui anche i problemi di scarsa decentralizzazione di cui soffrono le blockchain come EOS e Tron.

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Dusting Attack

Il Dusting Attack (attacco di spolvero) è una tecnica utilizzata dagli hacker per tentare d’infrangere la privacy degli utenti possessori di criptovalute. Consiste nell’inviare frazioni molto piccole di monete ai wallet, consci che somme così piccole vengano molto probabilmente ignorate da chi le riceve. Dopodiché tengono monitorati quei fondi e tutte le transazioni effettuate dai wallet, riuscendo a determinare l’identità dei possessori. Una volta in possesso di questi dati, gli utilizzano a loro beneficio. Questa tecnica, che è iniziata sulla Blockchain di Bitcoin, ora si verifica anche su altre blockchain. Esistono Wallet, ad esempio come Samourai Wallet, che avvertono gli utenti in tempo reale ogni volta che ricevono un importo inferiore ai 564 satoshi ed una funzionalità “Do not spend”, che consente a loro di segnare i fondi sospetti e non movimentarli. In questo modo gli hacker non sono in grado di tracciare i movimenti dei malcapitati.

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EIP

Una EIP, Ethereum Improvement Proposal (Proposta di Miglioramento di Ethereum) è in sostanza un documento che fornisce informazioni su una nuova funzionalità di Ethereum che viene proposta per migliorare le prestazioni della blockchain di Ethereum. Deve quindi fornire una specifica tecnica concisa della funzione e una sua logica, e l’autore è responsabile della creazione del consenso all’interno della comunità e della documentazione delle opinioni dissenzienti. Le EIP sono il meccanismi attraverso cui la comunità di Ethereum può proporre nuove funzionalità, per raccogliere input tecnici della comunità su un problema e per documentare le decisioni di progettazione che sono state prese in Ethereum. Poiché le EIP vengono mantenute come file di testo in un repository con versione, la loro cronologia delle revisioni è il record storico della proposta di funzionalità. Per gli implementatori di Ethereum, gli EIP sono un modo conveniente per tenere traccia dei progressi della loro implementazione. Idealmente, ciascun manutentore dell’implementazione dovrebbe elencare gli EIP implementati. Ciò fornirà agli utenti finali un modo conveniente per conoscere lo stato corrente di una determinata implementazione o libreria.

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ENS – Ethereum name service

Ethereum name servise (ENS) è un servizio nato dalla fondazione Ethereum per semplificare l’utilizzo della blockchain. ENS elimina la necessità di copiare o digitare lunghi indirizzi per ogni transazione. Con ENS, potrai inviare denaro al tuo amico su “lorenzo.eth” anziché “0x4cbe58c50480 …”, interagire con il tuo contratto preferito su “mycontract.eth” o visitare un sito ospitato da Swarm su ” swarmsite.eth’. ENS cerca di portare i benefici della blockchain (decentralizzazione, sicurezza e resistenza alla censura)  all’infrastruttura che abbina un nome ad un codice sulla rete. Più di 15 wallets tra i più utilizzati e DApp di svariato tipo, hanno aderito al servizio. https://ens.domains/  

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ETF

Un Exchange Traded Fund (letteralmente un fondo negoziato in borsa) comunemente noto come ETF, è un tipo di fondo di investimento che traccia il prezzo di un’attività sottostante, come oro, petrolio, un indice o un paniere di azioni. È scambiato sulle borse allo stesso modo delle azioni. Ciò significa che qualsiasi investitore – al dettaglio o istituzionale – può acquistare e vendere partecipazioni in un ETF ad altri partecipanti al mercato attraverso la borsa. Gli ETF sono generalmente più economici dei fondi comuni di investimento in quanto sono generalmente costituiti come fondi di monitoraggio dell’indice passivo e consentono agli investitori – anche quelli privati – di accedere a classi di attività e mercati di nicchia in cui sarebbe altrimenti difficile investire. Un ETF Bitcoin avrebbe il bitcoin in valuta digitale come attività sottostante. Ciò significa che acquistando un ETF Bitcoin, un investitore acquisterebbe indirettamente Bitcoin. Poiché l’ETF seguirà da vicino il prezzo di Bitcoin, per l’investitore dovrebbe fare poca differenza se detiene un ETF bitcoin o l’attuale valuta digitale. La approvazione da parte della SEC di un ETF Bitcoin è molto atteso dalla comunità delle criptovalute perché aprirebbe le porte a una varietà di investitori che non dovrebbero preoccuparsi delle chiavi private.

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EXCHANGE

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