Glossario

BLOCCHI “ORFANI” E BLOCCHI “UNCLE”

Gli Orphan Blocks (blocchi orfani) sono blocchi validi della catena di Bitcoin che soddisfano tutti i requisiti necessari per essere aggiunti alla blockchain, ma vengono respinti dalla rete. Questo può accadere quando due miners producono un blocco in momenti simili: i blocchi non vengono accettati istantaneamente dalla rete, ma devono essere propagati a tutti i nodi al fine di garantirne la validità. Ciò provoca una suddivisione temporanea nella rete con i nodi che tentano di decidere su quale blocco continuare a costruire la catena. Il blocco con la maggiore Proof of Work sarà quello selezionato, mentre il blocco con la Proof of Work più piccola viene scartato e definito blocco “orfano”. Un blocco orfano può anche essere prodotto da un attaccante che abbia sufficiente hashing power per tentare di invertire una transazione. In Bitcoin i minatori che li trovano non ricevono nessuna ricompensa. In Ethereum i blocchi orfani sono denominati “uncle block” (blocchi “zio” perché fratelli della catena “padre”) e a differenza di Bitcoin i vengono retribuiti. Questa innovazione molto intelligente considera gli “uncle” blocchi validi perché rafforzano la rete, in quanto costruiti con una Proof of Work. Uno degli indicatori importanti di quanto carico la blockchain di Ethereum è in grado di gestire in sicurezza è il modo in cui la “Uncle Rate”, il tasso di creazione dei blocchi “uncle”, risponde all’utilizzo del gas di una transazione. Anche i blocchi “stale” (stantii), cioè i blocchi normalmente rifiutati in quanto non validi, in Ethereum possono essere inclusi nuovamente nella catena come “uncle”, dove ricevono fino al 75% della loro ricompensa (se considerati validi). Questo meccanismo è stato originariamente introdotto per ridurre le pressioni di centralizzazione, riducendo il vantaggio che i minatori ben collegati hanno sui minatori con uno scarso collegamento. Un vantaggio collaterale di questa politica è che i blocchi …

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BONUS

Quasi tutte le ICO prevedono un bonus a favore di coloro che sottoscrivono entro un certo lasso di tempo, un certo numero di blocchi o fino a un determinato ammontare raccolto. Spesso ci sono diversi scaglioni di bonus (es: 20% prima settimana, 15% seconda settimana, 10% terza settimana, e così via).

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BURNING

Il “burning” è l’azione, a volte gestita automaticamente da uno smart contract, con cui una quantità di token vengono eliminati per sempre dall’ecosistema a cui appartengono. I token che si vogliono bruciare vengono inviati ad indirizzi la cui chiave privata non è nota, diventando effettivamente inutilizzabili. Alcuni indirizzi di esempio di burning sono: 1BitcoinEaterAddressDontSendf59kuE su Bitcoin 0x0000000000000000000000000000000000000000 su Ethereum. Diversi progetti attuano politiche di burning dei propri token, seguendo ovviamente regole e schemi prestabiliti nel whitepaper, al fine di ridurre progressivamente la quantità di valuta in circolazione e quindi creare una deflazione utile a incrementare nel tempo la quotazione del token. Gli indirizzi di burning sono utilizzati nell’ecosistema di Ethereum anche per distruggere i token ERC20 dopo che la ICO è passata alla propria blockchain (ad esempio Aion). Può essere chiamato anche Coin Burning o Token Burning.

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CAP (SOFT CAP – HARD CAP – MARKET CAP)

Il “cap” di una ICO è il capitale che il team intende raccogliere con il crowdsale. Alcune ICO non hanno cap, per cui raccolgono qualsiasi somma dovesse arrivare entro il tempo stabilito. Altre hanno un “soft cap” (importo minimo, al di sotto del quale la raccolta viene annullata e i fondi restituiti) e un “hard cap” (importo massimo, oltre il quale non vengono accettate ulteriori sottoscrizioni). Il “market cap” di una criptovaluta è invece il suo valore di mercato complessivo, determinato dal numero dei token in circolazione per il valore del singolo token.

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CDN

CDN, che sta per Content Delivery Network (rete di distribuzione dei contenuti), è un gruppo di server distribuito geograficamente che memorizza nella cache i contenuti come video o immagini nei server proxy che si trovano più vicino agli utenti finali per consentire la consegna rapida dei contenuti Web.

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CHIAVE PRIVATA

Quando si genera un wallet, viene creata una coppia di chiavi generate attraverso un processo di crittografia a chiave asimmetrica, da utilizzare nella crittografia e decrittografia delle informazioni.  La chiave pubblica è quella che produce l’indirizzo (o gli indirizzi) del portafoglio, che viene poi fornito a coloro che devono inviarci delle somme e/o usate da noi stessi per trasferire valute dentro e fuori il nostro wallet. La chiave privata ci permette di accedere al portafoglio e va custodita scrupolosamente perché è la porta di ingresso alla nostra cassaforte. Nei desktop wallet la chiave privata è custodita dentro il nostro computer, nei web wallet è immagazzinata in un server remoto, negli hardware wallet risiede direttamente dentro il dispositivo.

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CIRCULATING SUPPLY

Si riferisce al numero di coin o token di criptovaluta che sono pubblicamente disponibili e circolano nel mercato. Questa  può aumentare o diminuire nel tempo: nel caso Bitcoin, ad esempio, aumenterà gradualmente fino al raggiungimento dell’offerta massima di 21 milioni di coin. Questo è legato al processo di estrazione, che genera nuove coin ogni 10 min circa. In alternativa ci sono sistemi come il coin burning (ad. es. Eidoo) che causano una diminuzione della Circulating Supply, rimuovendo( bruciando) una parte dei coin in circolazione.

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CLIENT

Conosciuto anche come Software Client, è un programma che risiede nel computer desktop o portatile dell’utente o nel dispositivo mobile, in contrasto con il server software. Ad esempio i wallet che installiamo sul nostro PC sono dei Client.

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CRIPTOVALUTA

Valuta digitale protetta da crittografia che funziona come mezzo di scambio all’interno di un sistema economico peer-to-peer (P2P).

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CROWDSALE

Una crowdsale (vendita al pubblico) è un tipo di raccolta fondi che emette token di un progetto. E’ un termine spesso riferito alle ICO.

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Custodial e non-Custodial Wallets

Le discussioni su quale wallet dovresti scegliere per le tue criptovaluta dipende spesso dal dibattito “portafoglio custodial contro non-custodial” . Un portafoglio “non-Custodial” è un tipo di portafoglio decentralizzato, di cui il cliente possiede le chiavi private. L’utente ottiene un file con chiavi private e deve scrivere una frase mnemonica con la quale sarà in grado di ripristinare i propri fondi. Avere le chiavi private significa avere il pieno controllo sui fondi. Suona bene, no? Sì, ma tieni presente che il pieno controllo dei tuoi soldi significa anche che sei l’unico responsabile. Al contrario, un portafoglio “Custodial” è un tipo di portafoglio digitale che mantiene al suo interno le chiavi private di un cliente e fornisce backup e sicurezza per le risorse possedute. Sì, avete letto bene. I depositari mantengono le chiavi private degli utenti dalla loro parte. Questo significa che non avete il pieno controllo delle vostre criptovlaute. Ma quindi perchè sono stati creati wallets in cui si delega il controllo delle chiavi? In realtà, i wallet custodial si sforzano di fornire agli utenti il ​​modo più semplice per archiviare gli assets (quando in buona fede). Alcune aziende cercano soluzioni sufficientemente sicure e di facile comprensione per i clienti, che possano consentire loro di accedere alle proprie risorse semplicemente premendo un pulsante. Ci sono alcune funzionalità esclusive dei portafogli custodial che possono dare loro un vantaggio rispetto ai non custodial in cambio di una minor sicurezza e di una bella dose di fiducia nell’azienda a cui ci fa riferimento. Tipicamente i “CUSTODIAL” vengono usati per la detenzione e utilizzo di piccole somme, mentre i “NON-CUSTODIAL” sono tassativi per la detenzione di grossi capitali.

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