Oct 22

DPOS – DELEGATED PROOF OF STAKE

L’algoritmo di consenso Delegated Proof of Stake (DPoS) è stato sviluppato da Daniel Larimer, nel 2014. Bitshares, Steem, Ark e Lisk sono alcuni dei progetti di criptovalute che fanno uso dell’algoritmo di consenso DPoS.

In una blockchain basata su DPoS le parti interessate possono delegare il loro voto a terzi, scegliendo così alcune entità che proteggeranno la rete per loro conto (in EOS chiamati i Block Producers, in Tron i Super Representatives). I delegati sono responsabili del raggiungimento del consenso durante la generazione e la convalida di nuovi blocchi. Il potere di voto è proporzionale al numero di monete detenute da ciascun utente. Il sistema di voto varia da progetto a progetto, ma in generale ogni delegato presenta una proposta individuale quando chiede voti. Di solito, i premi raccolti dai delegati sono proporzionalmente condivisi con i rispettivi elettori.

Pertanto, l’algoritmo DPoS crea un sistema di voto che dipende direttamente dalla reputazione dei delegati. Se un nodo eletto si comporta male o non funziona in modo efficiente, verrà rapidamente espulso e sostituito da un altro.

Mentre PoS e DPoS sono simili nel senso della partecipazione “azionaria”, DPoS presenta un sistema di voto democratico, con il quale vengono eletti i produttori di blocchi. Poiché un sistema DPoS è gestito dagli elettori, i delegati sono motivati a essere onesti ed efficienti per essere eletti.

Per quanto riguarda le prestazioni, le blockchain DPoS sono più scalabili, essendo in grado di elaborare più transazioni al secondo (TPS) rispetto a PoW e PoS, perchè la rete è sostanzialmente governata da poche entità che hanno macchine ultra-performanti. Da qui anche i problemi di scarsa decentralizzazione di cui soffrono le blockchain come EOS e Tron.

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