Apr 26

COSMOS (ATOM)

Mentre le principali blockchain operano in modo isolato, il futuro sta nell’interoperabilità, quando le reti saranno in grado di comunicare e trasferire valore tra loro. Cosmos Network (ATOM) soddisfa questa proposta usando gli hub e un’architettura di zone. Gli hub fungono da router centrali che si collegano a più blockchain (zone) e si collegano ad altri hub a piacimento.

Cosmos sarà probabilmente uno dei primi progetti a introdurre sul mercato una soluzione di interoperabilità completa, con il lancio del suo prodotto principale, IBC, nel Q2 2020. I suoi concorrenti diretti sono Polkadot e AION, ICON, e Wanchain, che assieme hanno formato la Blockchain Interoperability Alliance.

La Tecnologia di Cosmos

L’architettura del progetto e l’algoritmo di consenso consentono la scalabilità necessaria per la comunicazione cross-blockchain pratica. Ci può essere un numero illimitato di blockchain che vivono sulla rete. Ciascuno di essi viene chiamato “zona” e si connette a un router chiamato “hub” per la comunicazione con altre zone e per la sicurezza di cui dovrebbero avere bisogno. Il processo è orchestrato dall’algoritmo di consenso Tendermint Core che ha un tempo di blocco piuttosto rapido di 5-10 secondi.

Cosmos si connette a reti esterne tramite il protocollo IBC e le zone di peg. IBC collega blockchain tecnologicamente simili con il consenso BFT, mentre le zone di peg sono ponti che consentono connessioni con catene come Bitcoin o Ethereum, senza garanzie di finalità.

Tendermint Core i consensi PBFT (Practical Byzantine Fault Tolerance) con PoS, che fornisce la velocità richiesta per il funzionamento di Cosmos a scapito di alcuni compromessi. Ad esempio, il numero di validatori all’interno degli hub è limitato, il che influisce negativamente sulla loro decentralizzazione e resistenza alla censura. Questa problematica è già nota nelle blockchain come EOS e Tron.

Cosmos rende la creazione di una dApp sulla rete facile tramite un framework chiamato Cosmos SDK. Inoltre, la rete presenta una Blockchain Application Interface (ABCI) che consente di scrivere dApp su Cosmos utilizzando qualsiasi linguaggio di programmazione, qualcosa che Ethereum ha cercato di implementare per mesi. Tendermint Core e Cosmos SDK sono open-source, e già diversi progetti sfruttano questi protocolli come ad esempio Binance Chain e Kava, una piattaforma di DeFi. Ciò non solo indica l’alta qualità di queste soluzioni, ma crea anche un potenziale per collegarle in breve tempo dopo il lancio di IBC.

Il token ATOM serve per le transazioni sul Cosmos Hub ma non è necessario per il funzionamento degli hub esterni, e viene utilizzato principalmente alla sicurezza del network tramite lo staking, essendo uno dei più popolari nelle piattaforme dedicate.

Conclusioni

Data la tecnologia e l’attività di sviluppo, Cosmos ha tutte le carte in regola per diventare la prima blockchain completamente interoperabile.

Purtroppo però Cosmos Hub è solo uno dei tanti hub all’interno dell’ecosistema. Man mano che emergono più hub, emettendo i propri token, l’hub originale potrebbe avere difficoltà a differenziarsi, il che limiterebbe la crescita potenziale del suo token nativo ATOM. Inoltre, tra i progetti che adottano la tecnologia open source di Cosmos, solo pochi finora hanno segnalato la loro intenzione di connettersi all’hub Cosmos. Ad esempio IrisNetwork, un hub autorizzato che è già attivo all’interno di Cosmos e che vanta un utilizzo significativo soprattutto in Cina, non utilizza il token ATOM.

Complessivamente quindi, allo stato attuale, la crescita del network di Cosmos non si tradurrà necessariamente in una performance positiva di ATOM, il che rende le sue prospettive meno favorevoli. Il team si deve impegnare per promuovere di più l’utilizzo del Cosmos Hub.

website: cosmos.network

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