Dec 11

Zcash verso una nuova scalabilità con l’hard fork Blossom

hidden post imageZcash, la privacy coin che attualmente utilizza la tecnologia migliore per l’offuscamento delle transazioni sulla blockchain, ha effettuato poche ore fa con successo un aggiornamento del proprio protocollo. La nuova versione denominata Blossom, aggiornata al blocco 653600, raddoppia la frequenza dei blocchi da 150 a 75 secondi, consentendo alle transazioni di risolversi più rapidamente. Ciò migliorerà l’usabilità di Zcash e aumenterà il numero di transazioni all’ora che la rete può sostenere, mantenendo basse le commissioni di transazione. In poche parole questo aggiornamento è un passo verso una maggiore scalabilità.

Un 2019 difficile

Il 2019 è stato particolarmente difficile per Zcash. La quotazione è passata da 50 a 100 dollari a metà dell’anno per poi scendere progressivamente fino a sotto i 30 dollari, mentre il numero di transazioni è rimasto piuttosto basso, denunciando uno scarso utilizzo della criptovaluta.

Electric Coin Co. e Zcash foundation, le aziende dietro alla privacy coin, hanno dovuto affrontare importanti questioni. Il tanto discusso Dev Fund (Fondo degli Sviluppatori), che alloca il 20% degli ZEC estratti dai miners alle due aziende dietro alla privacy coin, nella attuale versione del protocollo verrà eliminato con il prossimo halving della moneta che avverrà nell’Ottobre 2020, di fatto bloccando la ricerca. Zooko Wilcox, il fondatore di Zcash, ha coraggiosamente reso pubblica la questione rendendo trasparenti i dati (e ricevendo numerose critiche anche per i 300mila dollari che riceve annualmente) ma la comunità ha infine votato per mantenere il Dev Fund finanziando cosi i prossimi hard fork.

Per dare ulteriore decentralizzazione alla privacy coin, la proprietà del brand è stata donata dalla Elecrtic Coin Co. alla Zcash Foundation, la parte no-profit che si occupa dello sviluppo.

Gli sviluppi tecnologici

Ma se il prezzo e la governance hanno passato un 2019 turbolento, gli sviluppi tecnologici sono proseguiti e a volte sono culminati in vere e proprie scoperte dalla portata rivoluzionaria non solo per le criptovalute.

Sean Bowe, un membro del team di sviluppo di Zcash, ha scoperto come creare prove ricorsive a conoscenza zero senza il “trusted setup”, la cerimonia con la quale si genera un parametro che verrà utilizzata in seguito per generare gli zk-SNARKS utili alla verifica della transazione. Tecnicamente questo è l’unico punto debole di Zcash, perché chiunque entri in possesso di questa chiave privata potrebbe in pratica creare monete dal nulla. La scoperta crittografica, che il team ha chiamato “Halo”, è ora sotto verifica da parte della comunità scientifica, ma se implementata nel protocollo farebbe diventare Zcash la prima moneta completamente privata e “trustless”.

Zcash supporta inoltre anche la ricerca sulla privacy di soggetti esterni, ne è un esempio la donazione a Open Privacy di 1044 ZEC avvenuta all’inizio di questo mese. E non mancano le collaborazioni con altre blockchain. Vitalik Buterin ha elogiato più volte Zcash e la tecnologia che utilizza, e con Istanbul, l’hard fork di Ethereum appena avvenuto, è stata introdotta l’interoperabilità tra la blockchain di Zcash e l’EVM di Ethereum.

Grazie anche alla adozione di Zcash da parte di Julian Assange (Wikileaks accetta Bitcoin e Zcash) e di Edward Snowden, il noto “whistleblower” che ha fatto sapere al mondo come la NSA ci sta spiando, Zcash sta diventando un segno di speranza per i rivoluzionari e coloro che si oppongono all’attuale status quo neoliberale globale.

Gianni Morselli, contributor di CryptoHelper

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