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Jun 29

Synthetix: come funziona il protocollo DeFi per derivati

Synthetix è in assoluto la terza piattaforma DeFi per volume di asset immobilizzati, dietro soltanto a Maker DAO ed a Compound. Inoltre è la prima nel panorama DeFi nel settore dei derivati. 

Questo protocollo open source e decentralizzato, basato su Ethereum, consente la creazione di Synth, ovvero asset sintetici on-chain che tracciano il valore di asset del mondo reale. Inizialmente si trattava di un progetto nato per la creazione di una stablecoin ancorata al valore del dollaro americano, chiamata Havven, ma nel corso del tempo è stato poi rinominato Synthetix, ed ampliato per essere lanciato sulla mainnet a febbraio 2019.

A partire da maggio 2019 Synthetix supporta oltre 20 Synth, che rappresentano valute fiat, materie prime come l’oro, o crypto-asset. In futuro però contano di aggiungerne anche altri che rappresentino azioni, indici o altri prodotti finanziari derivati.

La piattaforma ha un token nativo, SNX, che può essere immobilizzato come garanzia per creare nuovi Synth. Ogni Synth a sua volta è un token ERC20, liberamente scambiabile, che traccia il prezzo del sottostante.

Il protocollo è anche dotato di un exchange decentralizzato non custodian, Synthetix.Exchange, che consente il libero scambio dei Synth. Su questo exchange è possibile sia acquistare o vendere i Synth, sia avviare dei prestiti utilizzando ETH come collaterale.

Il DEX non ha un order book, e tutte le negoziazioni sono effettuate con lo smart contract, secondo il modello chiamato P2C (Peer-to-Contract). Agli asset viene assegnato un tasso di cambio utilizzando feed di prezzo forniti da oracoli, e possono essere scambiati utilizzando la dApp di Synthetix.Exchange, che di fatto fornisce liquidità fino alla quantità totale di garanzie immobilizzate nel sistema.

Gli asset sintetici di Synthetix consentono di investire in determinati asset senza doverli possedere.

Questo risulta essere molto comodo, come nel caso di asset fisici come ad esempio l’oro, o nel caso di asset basati su blockchain differenti da Ethereum. Inoltre grazie al suo exchange decentralizzato consente il libero scambio di questi asset senza necessità di KYC, a differenza della totalità degli exchange centralizzati che consentono lo scambio di questi asset.

Il primo Synth di fatto è stata una stablecoin, ovvero un token che replicava il valore di una valuta fiat, e che poteva essere posseduto senza dover detenere la valuta fiat stessa. Il vantaggio era proprio quella di poterla scambiare liberamente su un exchange decentralizzato anonimamente, senza registrazione e senza KYC.

In seguito sono stati aggiunti molti altri Synth, alcuni che replicavano il valore di mercato di altre valute fiat, altri che replicavano il valore di criptovalute o token, ed altri ancora che replicavano il valore di asset fisici come l’oro. In questo modo è possibile scambiarsi questi asset, senza doverli possedere fisicamente, su un DEX non custodian, e senza intermediari. Infatti i Synth possono anche essere scambiati tra di loro, oltre che acquistati e venduti in ETH.

Per creare un Synth è necessario immobilizzare token SNX in un apposito smart contract per coniare il token che replica il valore voluto. Per garantire la copertura dei Synth è necessario over-collateralizzarli, immobilizzando nello smart contract SNX per un valore cinque volte maggiore rispetto a quello del Synth che viene creato.

Il token SNX a sua volta è scambiabile su diversi exchange, tra cui anche alcuni importanti exchange centralizzati esistenti sul mercato. Infatti, SNX è alla base del funzionamento dell’intero protocollo Synthetix, perché è necessario per coniare i Synth, e ne fornisce la garanzia.

Inoltre consentono anche ai loro possessori che li hanno utilizzati per coniare dei Synth di incassare una parte delle commissioni sulle transazioni. Attualmente esistono cinque categorie di Synth: valute fiat, criptovalute, materie prime, criptovalute inverse e indici di criptovaluta. 

Tra le valute fiat ci sono il dollaro americano (sUSD), l’euro (sEUR), e molte altre, mentre tra le materie prime ci sono oro sintetico e argento sintetico, entrambi misurati per oncia. Tra le criptovalute ci sono bitcoin (sBTC), Ether (sETH), Binance Con (sBNB) ed altre, mentre i Synth inversi tracciano il prezzo di alcune criptovalute all’inverso, ovvero che sale se quello del sottostante scende, e viceversa.

Gli attuali indici invece sono sDEFI e sCEX, e le loro inversioni, che rispettivamente tracciano un paniere di risorse DeFi ed un paniere di token di exchange centralizzati.

Come rivelato dagli stessi autori, il sistema non è privo di rischi.  Synthetix è un sistema complesso e sperimentale, e questo implica necessariamente diverse questioni che devono ancora essere osservate ed analizzate nella loro interezza.

Ad esempio, chi immobilizza SNX per creare Synth corre un rischio, a causa delle variazioni dei tassi di cambio all’interno del sistema. Ovvero si potrebbe incappare nel rischio di dover bruciare più Synth di quanti ne siano stati coniati, nel caso di uscita e sblocco dei token SNX, e sebbene molti investitori siano consapevoli di questi rischi, questi rischi provengono da oscillazioni di prezzo esterne rispetto alla piattaforma, e quindi assolutamente incontrollabili.

Inoltre, alcuni aspetti del sistema sono attualmente ancora centralizzati, dato che è stato deciso in questa fase di garantire un’attuazione efficiente del progetto, ed una certa facilità di aggiornamento. Questo implica per ora la fiducia degli utenti nei confronti del team, ma nel corso del tempo questi aspetti centralizzati verranno rimossi.

In futuro inoltre verranno anche aggiunti diverse nuove tipologie di Synth, tra cui anche asset con leva, indici come S&P500, o azioni come AAPL e TSLA. Il team di sviluppo si aspetta anche di poter lanciare la possibilità per i trader di utilizzare anche future sintetici sul DEX. Il trading con leva potrebbe attrarre un gran numero di utenti, visto che è già responsabile di una notevole quota del volume degli scambi sui mercati crypto.

Inoltre, mentre l’attuale versione di Synthetix.Exchange supporta solo ordini di tipo market, che riducono notevolmente l’usabilità dell’exchange, in futuro un motore più avanzato per gli ordini sarà in grado di supportare anche ordini di tipo limit, stop loss, stop limits e altre tipologie di ordini avanzati.

L’obiettivo è quello di imporsi in questo mercato offrendo un vasto numero di asset scambiabili, ed una notevole liquidità, un po’ come ha fatto Binance nel mercato degli exchange centralizzati. Il fatto è che, ad oggi, i DEX non sono mai riusciti ad attrarre un numero di investitori nemmeno lontanamente paragonabile a quello degli exchange centralizzati, con volumi di scambio che impallidiscono al loro confronto.

Ma se un DEX offrisse allo stesso tempo una grande scelta nel numero delle coppie di asset scambiabili, una buona liquidità, e strumenti di trading avanzato, allora il fatto di essere non custodian, anonimo, e senza intermediari, potrebbe in effetti aiutarlo a ritagliarsi un ruolo d protagonista sui mercati crypto.

Fonte: Defi CX

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