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Sep 30

Peercoin: che storia!

Peercoin: che storia!

hidden post imageI cripto appassionati di lunga data non possono non ricordare con nostalgia i tempi (correva l’anno 2013) in cui Peercoin sembrava fosse la blockchain più innovativa. Infatti Peercoin è stata la prima blockchain a utilizzare un consenso ibrido tra Proof of Work e Proof of Stake. L’idea nacque per dare il massimo grado di decentralizzazione alla sua rete evitando gli sprechi di corrente ed equipaggiamento hardware. Nella sezione “CryptoShot” di CryptoHelper abbiamo descritto velocemente il progetto Peercoin.

Come si può osservare nel video prodotto cinque anni fa il progetto basava il suo marketing sulla capacità di uscire dalle dinamiche della Proof of Work. A distanza di anni possiamo certamente dichiarare che l’intuizione era corretta. Ora molti progetti come Ethereum e Tezos hanno integrato strutture di consenso basate sugli stessi principi che hanno ispirato Peercoin. Possiamo trarne insegnamento comprendendo come spesso le sperimentazioni in questo settore avvengano su progetti minori che anticipano i tempi, ma che spesso poi vengono integrati dai protocolli leader di settore. Succederà anche con lo Sharding ? o forse con tecnologie come MimbleWimble ?

Stiamo vigili se ci improvvisiamo investitori, attenti a non farci prendere da facili entusiasmi quando il mercato propone nuove e strabilianti tecnologie. La tempistica potrebbe essere sbagliata o il progetto essere troppo sperimentale.

Leggi il cryptoshot di Peercoin

Ora Peercoin è pronto ad un aggiornamento importante che avverà domani con un hard fork che implementerà la nuova versione 0.8, nome in codice Mantis. Questa versione è la più grande modifica del codice nella storia di Peercoin, con 1600 file modificati e oltre mezzo milione di righe di codice, e segna il completamento dello sforzo di portare il codice “core” a una versione più moderna. Questo passaggio facilita l’integrazione degli strumenti sviluppati per blockchain come Bitcoin-core, Bitcoin-cash, Bitcoin-SV e Litecoin, e consente l’attivazione dell’estensione del protocollo SegWit aprendo la strada a uno scaling di secondo livello, come ad esempio Lightning Network.

Altre modifiche riguardano la sincronizzazione dei nuovi client che ora avviene in maniera estremamente rapida, in genere in meno di un ora, grazie alla sincronizzazione in parallelo e header-first. Inoltre i nodi si possono compilare senza il supporto dei checkpoint di sincronizzazione emessi centralmente e sono quindi molto più performanti,  migliorando notevolmente l’esperienza dell’utente.

Importante anche il miglioramento nei portafogli di mining. I nodi del pool di mining costituiscono un bersaglio attraente per un attacco hacker, a causa dell’elevato turnover che possono generare. E’ ora possibile minare su cold wallet, o almeno su chiavi private non presenti nel portafoglio del nodo di mining, grazie all’adozione di RFC-0006, rendendo il processo di mining PoW uguale a quello di Bitcoin.

Anche se Peercoin ha perso il primato di innovazione, non dimentichiamo che è una delle blockchain più longeve e gode di un continuo sviluppo e supporto da parte della sua comunità open-source.

Gianni Morselli, contributor di Cryptohelper

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