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Nov 6

Non ti fidare di Libra sa già tutto di te.

Non ti fidare di Libra sa già tutto di te.

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Il miglior momento per lanciare Libra è già passato: persino i suoi fondatori se ne sono accorti, e stanno cambiando direzione.

Kevin Weil, vice presidente dell’unità digital wallet Calibra, di Facebook, ha dichiarato al Web Summit che sarebbe stato meglio lanciare la Stablecoin di casa Zuckerberg prima della bull run del 2017 legata al mondo delle cryptovalute, aggiungendo che probabilmente la formula con cui Libra si interfaccerà ai propri utilizzatori, non sarà quella che molti si aspettano.

“Facebook’s crypto project Libra will be more similar to email tech than payment services such as PayPal”

Un dietrofront rispetto alle dichiarazioni iniziali? O, con la propria valuta, Facebook mira a coinvolgere gli
utenti nello stesso gioco che ha così ben funzionato per la libertà di espressione del web?

Quella che stanno tentando di scrivere i fautori di Libra, è infatti una storia già vista. Il primissimo internet permetteva un sistema di comunicazione decentralizzato dove nessuna autorità o corporazione poteva esercitare molto potere. Ma le persone che lo utilizzavano quotidianamente non apprezzavano il Caos dell’internet della prima ora: avevano bisogno di qualcosa di più standardizzato, proprio come i provider di email, e i social networks, uno su tutti, Facebook.

Una volta che questa struttura è stata messa in piedi, il sistema non è stato più decentralizzato. Facebook continua a dichiararlo, ma ha fatto e fa continuamente scelte politiche che regolamentano e censurano i dati, la privacy e le parole di suoi utenti.

Il potere più grande di Facebook è proprio quello legato alla privacy e alla libertà di milioni di persone: un potere che di solito è in mano solo ai governi. Ciò che viene spacciato per un’utopia egualitaria ha in realtà solo sostituito il potere accentrato degli Stati, con quello di una corporazione.

E’ dunque intelligente affidare a questo Leviatano anche il potere sulle nostre finanze?

Per rispondere a questa domanda, forse sarebbe utile riflettere prima su quanti elementi della nostra vita siano già nelle mani di Facebook.

Facebook ha la tua faccia. Quella che usi per sbloccare lo smartphone e fare bonifici. ha le tue immagini. Tutte. Quelle che hai scattato, condiviso, inviato nell’ultimo decennio. Quelle in cui sei stato taggato. Ha anche libero accesso alla tua fotocamera e al tuo microfono. Glielo hai dato tu.

Facebook sceglie a che classe sociale appartieni. Sa che lavoro fai. Dove hai studiato. Glielo hai detto tu. E adesso sta usando queste informazioni per proporti un mercato del lavoro per il quale, secondo il suo algoritmo, sei adatto. Ci sono offerte di lavoro che non vedrai mai.

Facebook sa dove sei stato: a cena, in ferie, a una festa. “Eventi attorno a te” comodo no? Così, Facebook sa chi hai incontrato, ma soprattutto, decide chi rincontrerai: quell’affascinante ragazza, quell’intrigante ragazzo che hai incrociato al pub l’altra sera… Non è un caso che sia nei tuoi amici suggeriti, oggi. È Facebook, che ha deciso che quella è la persona giusta per te.

Facebook sa quali cause muovono la tua emotività: se sei vegano ti proporrà, per il tuo compleanno, la raccolta fondi per il santuario antispecista, mentre al tuo amico, che condivide spesso le notizie sui migranti annegati nel mediterraneo proporrà di aiutare Medici Senza Frontiere. E’ ambizioso Facebook, vuole scegliere anche in cosa credi, e che cosa ti gratifica. Ti riconosce anche le stelline sul registro per le pagine che frequenti con maggior interesse.

Facebook sa dove viaggi, cosa consumi, se sei in prossimità di un attentato, sa probabilmente chi hai votato alle ultime elezioni, il cognome di tua madre che usi per proteggere le password, che categoria di porno preferisci.
Non ci credi? Ogni utente Fb ha mediamente più di 600 MB di dati compressi nei server. Questo comprende
tutti I messaggi che hai inviato, ogni file che hai ricevuto, tutti contatti del tuo telefono, tutti gli audio e le foto che hai inviato: https://www.facebook.com/help/1701730696756992.

Sei sicuro di volergli consegnare anche il tuo portafogli?

Mentre cerca di raccogliere consensi per la propria crypto ( lo è davvero? ), il social di Zuckerberg cala la scure sulla concorrenza: le parole criptpvalute, blockchain, bitcoin ed ethereum sono bandite dal businness FB, mentre la pagina di Cointelegraph è stata vittima di uno shadowban ad opera del censore con la F maiuscola.

Facebook, una delle compagnie che merita meno fiducia, vuole che ci fidiamo della sua criptovaluta. Non dovremmo. Libra, in versione email tech o payment service che sia, riproporrà gli stessi problemi generati da Facebook. È il paradosso cruciale della Big Tech: l’innovazione tecnologica che potrebbe permetterci di liberarci dai governi, finirà con l’assoggettarci ad una manciata di multinazionali.

 

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