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Nov 5

Nemmeno un blackout può fermare Bitcoin

Nemmeno un blackout può fermare Bitcoin

hidden post imageBitcoin è nato per essere resistente alla censura e agli attacchi dall’esterno, il suo funzionamento deve essere indipendente e grazie alla presenza di Internet può arrivare quasi ovunque ed essere utilizzato da chiunque. Il suo punto di forza quindi potrebbe essere la sua stessa debolezza, attaccare Internet per bloccarne l’utilizzo, ma ciò vorrebbe dire fermare anche la finanza tradizionale e una serie innumerevoli di meccanismi di cui comunque l’uomo ora è dipendente. Se è quindi altamente improbabile che avvenga uno switch-off dell’intera rete, è vero anche che ci sono zone in cui, per problematiche di vario tipo, capita spesso che venga a meno la corrente elettrica o semplicemente la connessione Internet per diverso tempo. In questi momenti Bitcoin diventa fragile, perché non utilizzabile. Ma è veramente così?

In realtà esistono già soluzioni efficaci (e sicuramente altre nasceranno col passare del tempo) che permettono di utilizzare i Bitcoin anche in queste condizioni proibitive. Ma com’è possibile? Grazie alle frequenze radio.

In Venezuela, che da tempo è colpita dalla crisi dell’elettricità con il verificarsi di blackout totali che paralizzano l’intero paese, Randy Brito ha messo a punto Locha Mesh, un progetto open source che permette le comunicazioni ed i pagamenti privati proprio in queste condizioni. Utilizza Hardware che si comportano da piccoli router passando i messaggi attraverso la rete mesh, in attesa che ritorni la connessione internet.

Ma non è il solo. I fratelli brasiliani Daniela e Jorge Perdomo, che nel 2012 hanno fondato la startup goTenna con sede a New York, sono promotori di un’App che permette di inviare Bitcoin senza una connessione Internet. Gli utenti utilizzano l’applicazione per attivare il loro portafoglio ed effettuare transazioni offline. Successivamente è sufficiente che nel raggio di un miglio sia presente un altro dispositivo con installato l’applicativo per inoltrare il messaggio ripetutamente fino a raggiungere un utente con una connessione Internet. Ovviamente in mancanza prolungata di corrente si avrebbe un problema nel ricaricare il telefonino, ma per i panorami postatomici non si è ancora attrezzato nessuno.

Nel 2017 il crittografo Nick Szabo (famoso per aver inventato il concetto di smart contract) e l’ingegnere Elaine Ou hanno pubblicato un documento che illustra come le trasmissioni radio a segnale debole potrebbero essere molto utili alla rete Bitcoin.

Mauro Ferri, contributor di CryptoHelper

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Arriva Muir Glacier, il fork a sorpresa di Ethereum

Un hard fork a sorpresa di Ethereum è previsto per il blocco numero 9.200.000, previsto per giovedì 2 gennaio 2020. L’unico cambiamento in questo aggiornamento è che viene ritardata di 2 anni la difficulty bomb (Ice Age), la feature prevista agli albori di Ethereum che aumenta la difficoltà di mining ogni 100.000 blocchi in modo da accelerare la transizione del network a Proof of Stake. Nonostante l’ultimo fork Istanbul sia avvenuto poche settimane fa, è emerso che gli sviluppatori di Ethereum hanno commesso un errore non prendendo in considerazione l’imminente scoppio della “bomba di difficoltà”. Qui potete trovare un conto alla rovescia dell’aggiornamento di rete:

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