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Ott 10

Il grande salto: Ethereum 2.0

Il grande salto: Ethereum 2.0

Ethereum è il protocollo con il più elevato tasso di innovazione dell’intero ecosistema blockchain, per chi ha vissuto la sua nascita e assistito alle campagne d’attacco di chi non avrebbe voluto un’alternativa forte all’utilizzo della catena di Bitcoin, vedere quanta strada è stata percorsa e la grande comunità formatasi intorno al progetto è frutto di una grande emozione.

Se di emozioni si vuol parlare, non si può negare quanto preoccupi la migrazione da Ethereum “one” alla versione 2.0

Al Devcon 5, la più grande conferenza per sviluppatori e aziende che gravitano introno al progetto,  per la prima giornata si è parlato allungo della questione. Mantenere un elevato grado di sicurezza, accertarsi che i meccanismi di governance siano sotto controllo e permettere ai partecipanti del network ( utenti, miners e futuri staker ) di partecipare al processo in serenità, è una sfida ancora aperta.

MUTAMENTO:

Ethereum non è stato progettato per avere come caratteristica principale l’abbattimento quasi totale dei rischi di fallimento, caratteristica invece fondamentale per il protocollo Bitcoin. La differenza sostanziale che spesso non viene ancora compresa è questa: ad una maggior spinta all’innovazione consegue una maggior esposizione ai rischi.

La vocazione di questa Blockchain ne determina il suo destino, Ethereum non può permettersi, come Bitcoin, di vedere i costi di transazione lievitare e le transazioni rallentare. Le applicazioni che si sono sviluppate su di esso basano il loro businnes sulla capacità del network di processare grandi quantità di TX al minor prezzo possibile. L’oro digitale come “store of value” , ha una narrativa che gli permette di rendere accettabile questo inconveniente, ma il progetto di Vitalik B. deve essere performante e scalare sia on-chain che off-chain per essere coerente alle aspettative del mercato.

Per queste ragioni il team core di Ethereum ha spinto gli sviluppi verso la 2.0, una blockchain totalmente differente, un cambio paradigmatico a distanza di soli 5 anni dal rilascio della prima versione.

SHARDING

Quello che viene definito “sharding” è un modello che permetterà alla 2.0 di scalare on-chain. Immaginatevi il funzionamento attuale di Ethereum come un grande continente in cui il continuo aggiornamento sullo stato dei registri contabili avviene quasi simultaneamente per tutte le capitali interne,  mantenendo così i cittadini aggiornati. Il futuro, con lo sharding, si manifesta simbolicamente come un arcipelago gigantesco formato da piccole isole autonome che solo in certi momenti e con determinate regole potranno contattare le altre passandosi le informazioni.

PROOF OF STAKE

L’altra grande svolta è nelle mani di Casper , protocollo di governance che applica i concetti della proof of stake di cui abbiamo parlato in questo articolo:

La Proof of Stake sfida il mining

EWASM:

L’introduzione di queste modifiche alla Ethereum virtual machine permettono a Ethereum di ricevere istruzioni da linguaggi come “C” e “RUST” . L’utilizzo di “WASM” permette così al protocollo di allinearsi a progetti più recenti come Cardano, Polkadot, Eos e Tron che hanno previsto nativamente questo modello. Uno dei risultati più importanti della transizione dall’EVM all’Ewasm sarà un notevole aumento della velocità e dell’efficienza. Ewasm aumenterà il throughput delle transazioni aumentando in modo significativo il numero di transazioni che possono essere elaborate e aggiunte a ciascun blocco al secondo. Anche l’interoperabilità sarà migliorata grazie al contributo del team di Mozilla, Google Microsoft e Apple, attivi nello sviluppo di WASM.

SERENITY:

La fase due di Ethereum vuole portare più vicini ad una certa “serenità”. Lo speriamo veramente tutti, Nelle prossime settimane parleremo delle modalità con cui questo passaggio si concretizzerà e delle soluzioni proposte dagli sviluppatori per rendere il salto possibile.

Lorenzo Dalvit

D.E. CryptoHelper

 

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