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Oct 17

Il centesimo post : un pensiero agli addetti ai lavori

Il centesimo post : un pensiero agli addetti ai lavori

hidden post imageUno dei nostri più stretti collaboratori ieri nel gruppo di lavoro ha esclamato: “domani è il centesimo post di CryptoHelper”.

In quel momento stavo correndo in macchina da uno dei freelance che cura il portale mentre su twitter stavo seguendo il simpatico teatrino messo in scena presso il “CC FORUM” dall’economista famoso per la sua battaglia contro le criptovalute, mr. Roubini (dr.Doom), il trader bitcoin maximalist Tone Vays (who?), l’illustre dott. Craig S. Wright (to be or not to be Satoshi) e Bobby Lee (mr. One Hundred dollar).

Mentre incalzava il dibattito denso di emotività e passione ho avuto la netta sensazione che in questo momento a livello macroeconomico la coltre di nebbia sia scesa densa su di noi. Dalla svalutazione del denaro FIAT alla crisi finanziaria imminente condita con l’innumerevole quantità di idee e concetti opposti sugli stessi temi dentro e fuori l’universo blockchain, si respira un’atmosfera d’imbarazzante instabilità e insicurezza.

Posizioni diametralmente opposte sia nel settore della finanza tradizionale che in quello legato alla blockchain, condite con un estremo bisogno di “vendere” la propria idea come la migliore. Mi sono chiesto perché accade questo? La risposta è stata semplice: perché le idee contano, e le scelte che facciamo con il nostro portafoglio influenzano l’economia.

A questo punto mi è venuto alla mente il libro di Nicholas Taleb: Antifragile, il cui sottotitolo è “prosperare nel disordine”.

Questo bel saggio porta l’attenzione sulla fondamentale necessità evolutiva di qualsiasi sistema di subire shock e irrobustirsi attraverso esperienze molto lontane dal concetto di stabilità e ordine che tanto piacerebbe ai nostri animi impauriti e ansiosi.

Quello che sta accadendo è quindi frutto del seme germogliato in un terreno fertile. Un’economia malata che fertilizza un campo seminato di idee e innovazione.

Un pensiero va rivolto quindi a tutti coloro che ogni giorno lavorano con passione e instancabile fiducia verso l’ignoto. Anni ostici in cui la pressione del mercato orso e le difficoltà di percorso hanno scoraggiato molti addetti ai lavori. Una tecnologia in continua mutazione che lascia in dietro i più deboli e mette a dura prova i più forti. Un sistema tradizionale che non ama il cambiamento e si preoccupa di non perdere troppo potere. Gruppi di pressioni, interessi particolari, ideologie antitetiche, fede, tribalismo.

Un ringraziamento particolare al Team di CryptoHelper che toglie tempo alle proprie famiglie o ai piaceri più effimeri per dare un piccolo contributo e fare informazione.

Come dice Taleb: la volatilità è antifragile, quindi impariamo a starci dentro per prosperare nel cambiamento.

Concludo con una citazione a me cara che riassume perfettamente il mio pensiero su ciò che ci attende. Dallo Stalker di Tarkovsky:

La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza, ciò che si è irrigidito non vincerà…

Lorenzo Dalvit

D.E. di CryptoHelper

 

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Arriva Muir Glacier, il fork a sorpresa di Ethereum

Un hard fork a sorpresa di Ethereum è previsto per il blocco numero 9.200.000, previsto per giovedì 2 gennaio 2020. L’unico cambiamento in questo aggiornamento è che viene ritardata di 2 anni la difficulty bomb (Ice Age), la feature prevista agli albori di Ethereum che aumenta la difficoltà di mining ogni 100.000 blocchi in modo da accelerare la transizione del network a Proof of Stake. Nonostante l’ultimo fork Istanbul sia avvenuto poche settimane fa, è emerso che gli sviluppatori di Ethereum hanno commesso un errore non prendendo in considerazione l’imminente scoppio della “bomba di difficoltà”. Qui potete trovare un conto alla rovescia dell’aggiornamento di rete:

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