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Oct 8

Gamer & Blockchain : quando giocare diventa un lavoro

Gamer & Blockchain : quando giocare diventa un lavoro

Poco più di una settimana fa EA games ha scatenato un pandemonio di reazioni social con un tweet, è proprio il caos di dirlo, criptico: “Invest in Crypto”.

Il laconico messaggio della più grande piattaforma di giochi virtuali, spinto probabilmente più dalla voglia di creare hype per un gioco in uscita che da un reale interesse per le criptovalute, ha dato il via ad un rincorrersi di interpretazioni e previsioni azzardate, ma più di tutto ha riacceso i riflettori sulle possibili evoluzioni del rapporto fra gaming e blockchain technology. 

L’avvento delle criptovalute e soprattutto delle ICO, con la possibile ridistribuzione degli “utili” grazie ai token, ha attratto fin da subito gli appassionati di digitale e di gaming, ingolositi dalla possibilità di veder finanziato il proprio progetto virtuale o di prendere parte alla nascita del gioco del secolo, essendone, in qualche modo, azionisti. Non stupisce che proprio il gaming si sia dimostrato un settore particolarmente permeabile a questa nuova tecnologia: la maggior parte dei videogiocatori sono abituati al concetto di acquisti con soldi virtuali, che si tratti di acquisti in-app, oggetti e potenzialità da sbloccare nei diversi giochi per console o nuovi personaggi per il multiplayer. 

Nel corso degli ultimi due anni, diversi progetti su Blockchain sono nati proprio per soddisfare le esigenze dei videogiocatori e, potenzialmente, far guadagnare loro anche dei soldi.

Uno di questi è Opskin: nato per la compravendita di skin per oggetti e personaggi di Counter-Strike e Team Fortress, ha lanciato a fine 2017 una ICO per potenziare il proprio portale, moltiplicando le proposte di giochi e distribuendo token chiamati WAX, validi come metodo di pagamento. L’ICO è stata un successo: ha raccolto 41 Milioni di dollari e ad oggi mette a disposizione articoli virtuali per PlayerUnknown, Dota e Payday2. Su Opskin è possibile acquistare estensioni e accessori anche per un altro “case study” imperdibile: Cryptokitties. Il portale che permette creare, allevare, vendere ed acquistare criptogattini potrebbe sembrare un gigantesco Tamagotchi, ma viene gestito tramite Ethereum e un portafogli digitale da usare sul Marketplace. Ogni CryptoKitty è unico nel suo genere, appartiene al suo possessore e può essere venduto a caro prezzo: un criptomicio particolarmente raro è stato venduto per oltre 100mila dollari. Bruscolini, se si pensa che il mercato della compra vendita di oggetti virtuali per videogiochi vale circa 50 miliardi di dollari, ma soldoni sonanti considerato che si tratta solo di un peloso avatar virtuale.

Un altro progetto che promette di dare la possibilità ai fan di finanziare gli sviluppatori, beneficiando del loro successo, è Game Protocol: grazie alla blockchain ed ai relativi token (GPT) è stata creata una community collaborativa in cui le software house possono raccogliere fondi, assumere sviluppatori freelance, usufruire di diversi tool di sviluppo e distribuire il proprio videogioco agli utenti finali. Progetti analoghi, anche se con caratteristiche, sono stati presentati da Game Machine  e Nitro la cui ICO si è conclusa con 2 Milioni di dollari raccolti. 

Ethereum è, ad oggi, la Blockchain più usata nel settore del Gaming, proprio grazie alla propria trasparenza. Oltre ai gattini virtuali, agli acquisti di game tools e alle ICO, c’è infatti un nuovo sottosettore per il quale un registro distribuito, consultabile e non modificabile sta risultando essenziale, il riconoscimento e la remunerazione dei top gamers e delle loro imprese seguite da decine di migliaia di followers. 

Chi ha a che fare con un adolescente lo avrà notato: nell’ultimo anno, in particolare, i migliori videogiocatori hanno iniziato a diventare influencers, youtuber, web star, con un vastissimo pubblico di giovani che invece di giocare in prima persona segue le imprese dei propri idoli su Fortnite e simili, proprio come si segue una partita di calcio o qualsiasi altro sport. Gli ”E-sports” stanno sbancando negli stadi, a New York i mondiali di Fortnite hanno attirato decine di migliaia di tifosi e distribuito 30 milioni di dollari di premi, ma hanno bisogno di un sistema credibile per certificare allenamenti, abbonamenti dei follower, vincitori dei campionati: la Blockchain, sembra il sistema migliore per consentire tutto ciò, senza bisogno di eventi reali o inapplicabili norme giuridiche.

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Arriva Muir Glacier, il fork a sorpresa di Ethereum

Un hard fork a sorpresa di Ethereum è previsto per il blocco numero 9.200.000, previsto per giovedì 2 gennaio 2020. L’unico cambiamento in questo aggiornamento è che viene ritardata di 2 anni la difficulty bomb (Ice Age), la feature prevista agli albori di Ethereum che aumenta la difficoltà di mining ogni 100.000 blocchi in modo da accelerare la transizione del network a Proof of Stake. Nonostante l’ultimo fork Istanbul sia avvenuto poche settimane fa, è emerso che gli sviluppatori di Ethereum hanno commesso un errore non prendendo in considerazione l’imminente scoppio della “bomba di difficoltà”. Qui potete trovare un conto alla rovescia dell’aggiornamento di rete:

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