Jul 2

Dopo Libra, le Criptovalute di Stato?

Mentre il nuovo progetto Libra riempie le pagine dei media e fa intravedere un’ondata di adozione di massa per le criptovalute, una notizia di minore appeal ma altrettanto dirompente ci porta a conoscenza della svolta operata dalla BIS (Bank for International Settlements) la quale passa da una politica decisamente contraria alla diffusione delle criptovalute, al supporto dichiarato per le Banche Centrali che decidessero di creare un proprio sistema di “Central Bank Digital Currency”.

In effetti non è che la BIS stia facendo delle gentili concessioni: è più corretto vedere come si stia adeguando a ciò che diverse Banche Centrali – Svezia, Uruguay, Bahamas, Cina – stanno già studiando, chi apertamente chi più in segreto.

La narrativa utilizzata dalla comunicazione ufficiale, vuole mostrare da un lato l’interesse a diffondere una tecnologia innovativa e dall’altro al possibilità di portare i servizi finanziari alle grandi masse.

Ma siamo sicuri che dietro il “bank the unbanked” ci sia l’istanza sociale di aiutare le masse che non hanno accesso agli strumenti finanziari di base, e non l’aspettativa di allargare il mercato a centinaia di milioni di nuovi utenti?  E siamo sicuri che dietro l’apparente riconoscimento della bontà della tecnologia blockchain, non si nasconda l’eldorado (per i Governi e le Autorità Fiscali) di realizzare un sistema totalmente cashless e tracciabile delle finanze individuali?

 

Fonte della notizia:  https://www.theblockcrypto.com/tiny/bis-will-support-central-banks-that-issue-their-own-digital-currencies/

 

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