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Sep 4

BRAVE : il browser di successo che usa la blockchain

BRAVE : il browser di successo che usa la blockchain

hidden post imageIl giusto browser Web può fare un’enorme differenza nella navigazione di tutti i giorni, indipendentemente dal fatto che la priorità siano prestazioni più veloci, maggiore sicurezza o maggiore flessibilità tramite estensioni da scaricare.

Allo stesso tempo però, può essere difficile uscire dalla nostra zona di comfort. Il browser che usiamo attualmente potrebbe non essere il migliore anche con il PC più potente in circolazione, ci siamo così abituati alle sue performance nel corso degli anni che non ci guardiamo nemmeno intorno per scovare opzioni migliori che potrebbero renderci la vita online più semplice.

Brave è un browser che vale sicuramente la pena di provare. Nato da una idea di Brendan Eich, ex CEO di Mozilla e creatore di Javascript, e finanziato da una ICO celebre per aver raccolto 35 milioni di dollari in 30 secondi, Brave sta diventando sempre più popolare. Dal loro sito ufficiale:

Brave è in missione per riparare il Web offrendo agli utenti un’esperienza di navigazione più sicura, più veloce e migliore, aumentando il supporto per i creatori di contenuti attraverso un nuovo ecosistema di premi basato sull’attenzione.

La cosa più innovativa che salta subito all’occhio è che permette di fare donazioni, nella forma del token BAT (Basic Attention Token) di Ethereum, ai siti e agli autori che ci piacciono, semplicemente cliccando sull’icona del token nativo BAT a lato dell’indirizzo web. Il token BAT può essere utilizzato anche come “revenue sharing” per l’attenzione dell’utente o come forma di pagamento per gli inserzionisti.  La gestione della pubblicità in rete e dell’attenzione che noi portiamo ai contenuti proposti si sta rivoluzionando grazie a questi strumenti.

Guardando BATGrowth, un sito web che si occupa di monitorare l’adozione del browser, ben 30.000 siti web sfruttano il servizio offerto dal browser, mentre il numero di “publishers” si aggira intorno ai 250.000, con una crescita del 1200% rispetto all’anno scorso. Tra gli editori verificati di Brave c’è il gigante Wikipedia, seguita per ranking su Alexa dal sito per adulti Xhamster, le piattaforme di condivisione video Aparat e Vimeo, nonché da The Guardian, il quotidiano britannico e il Washington Post (il quotidiano di Amazon, che ci dimostra ancora una volta il suo interesse nella blockchain). Si può anche fare “microtipping” ai creatori di contenuti su Twitter, Reddit e YouTube.

Ma non è tutto. Brave, seppure anch’esso derivato da Chromium, il browser open-source che è anche alla base di Chrome, fa della velocità il suo cavallo di battaglia. Anche se non un “8x faster” come dichiarato, le pagine si aprono davvero più velocemente che con Chrome e gli altri browser. Contiene anche un sistema di blocco della pubblicità intrusiva e dei sistemi di monitoraggio cross-site, favorendo così una migliore garanzia della privacy degli utenti, senza dover installare nessuna estensione aggiuntiva (come Adblock di Chrome). Ha inoltre il complemento “HTTPS Everywhere” che cripta le connessioni cosi da garantire l’accesso alla versione sicura dei siti preferiti.

Per aumentare ulteriormente la privacy si può anche aprire una finestra in modalità TOR, utilizzando così il protocollo di offuscamento di navigazione che è integrato in Brave. Inutile aggiungere che questa “feature” può essere utilizzata per tuffarsi anche nel deep web.

È notizia di questi giorni che Brave sta lavorando al proprio wallet di criptovalute che avrà una funzione simile a quella di Metamask, così da consentire l’interazione con le dapp di Ethereum.

Nella nostra sezione gratuita Academy puoi scaricare gratuitamente il manuale di Metamask e altri wallet.

Velocità, privacy, sicurezza, ecosistema di micro pagamenti basato sulla blockchain, wallet di criptovalute e dapp. Riuscirà Brave a guidare una progressiva adozione del suo token? Dai numeri sembra che la strada sia quella giusta.

Gianni Morselli, contributor di Cryptohelper

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Arriva Muir Glacier, il fork a sorpresa di Ethereum

Un hard fork a sorpresa di Ethereum è previsto per il blocco numero 9.200.000, previsto per giovedì 2 gennaio 2020. L’unico cambiamento in questo aggiornamento è che viene ritardata di 2 anni la difficulty bomb (Ice Age), la feature prevista agli albori di Ethereum che aumenta la difficoltà di mining ogni 100.000 blocchi in modo da accelerare la transizione del network a Proof of Stake. Nonostante l’ultimo fork Istanbul sia avvenuto poche settimane fa, è emerso che gli sviluppatori di Ethereum hanno commesso un errore non prendendo in considerazione l’imminente scoppio della “bomba di difficoltà”. Qui potete trovare un conto alla rovescia dell’aggiornamento di rete:

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