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Nov 4

Bakkt e Starbucks: l’illusione di pagare un caffè in Bitcoin.

Bakkt e Starbucks: l’illusione di pagare un caffè in Bitcoin.

hidden post imageDopo mesi in cui i rumors dell’adozione di Bitcoin da parte di Starbucks si sono amplificati, la nota catena statunitense di caffetterie sarà la prima ad accettare il servizio di pagamento in Bitcoin sviluppato da Bakkt. La piattaforma di futures di Bitcoin rilascerà la sua app di pagamento per il mercato consumer il prossimo luglio 2020.

Mike Blandina, ex dirigente Google e Paypal e ora responsabile di prodotto di Bakkt, ha dichiarato :

Questa iniziativa mira a sbloccare il valore delle criptovalute promuovendone l’adozione, che avverrà solo quando la gente comune inizierà a utilizzarle nelle loro attività quotidiane.

Bitcoin non è attualmente accettato da nessuna grande catena di negozi, ma con Starbucks lo scenario potrebbe cambiare. Con i suoi circa 30.000 punti vendita sparsi in tutto il mondo, si stima venda circa 3 miliardi di bevande calde all’anno. Questo significa una media di 342,465 “caffè” all’ora, o 95 transazioni al secondo. Senza considerare i picchi che potrebbero anche raddoppiare, è comunque un numero superiore di 20 volte la capacità di transare di Bitcoin ( circa 5 transazioni al secondo). Si devono tenere in considerazione anche i tempi di conferma che variano a seconda del grado di sicurezza richiesto: chi vorrebbe attendere 6 conferme di rete, cioè un ora, prima di bersi il proprio caffè?

Quindi è chiaro che Starbucks NON potrebbe in alcun caso ricevere i pagamenti direttamente in Bitcoin, a meno che non tentasse di utilizzare Lightning Network, protocollo in fase sperimentale, o si appoggiasse ad una sidechain come quella offerta da Liquid.

Non si conoscono ancora i dettagli del servizio, ma vista la natura “custodian” e centralizzata di Bakkt è probabile che i consumatori dovranno scaricarsi la app di pagamento di Bakkt, passare le procedure KYC/AML e infine depositare una quantità di Bitcoin a discrezione. Bakkt, ad ogni transazione con la app, andrà a scalare questo deposito nel wallet custodian degli utenti, e pagherà l’equivalente in modalità ancora sconosciute a Starbucks.

Per gli utilizzatori questo potrebbe tradursi in pagamenti istantanei al pari di qualsiasi altro servizio come Apple pay, mentre per la catena statunitense di caffetterie potrebbe tradursi in un notevole risparmio in termini di commissioni, soprattutto se paragonato a servizi come Visa o Mastercard.

I sostenitori di Bitcoin su Reddit  però si sono invece rivelati scettici, il protocollo di Bitcoin in questo modo viene snaturato della sua natura P2P electronic cash. Queste soluzioni per la comunità di appassionati e tecnici sono solo un intermediazione che crea un uso distorto della criptovaluta.

L’utilizzo di questo servizio custodian da parte di Starbucks, oltre a promuovere l’utilizzo della valuta digitale come mezzo di pagamento, potrebbe motivare indirettamente altri rivenditori ad appoggiare servizi legati alle criptovalute, e avvicinare così il grande pubblico al’utilizzo di questo strumento. L’ App di Bakkt risolve apparentemente il problema di scalabilità di Bitcoin e lo rende utilizzabile nelle spese correnti. Anche se l’utilizzo non è forse quello descritto nel white paper di Satoshi nakamoto, in questo momento potrebbe aumentarne l’adozione.

Gianni Morselli, contributor di CryptoHelper

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